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Il metodo dei cinque passi per sbarazzarsi del giudizio degli altri

Hai mai assistito a uno spettacolo di marionette?

Le bambole, legate a degli impercettibili fili, si muovono abilmente mosse dal teatrante.

 

Non hanno vita propria. Non sono libere. Quando il teatrante fa cadere i fili, le bambole cadono afflosciandosi su loro stesse, prive di essenza.

 

Dipendono interamente dal burattino che le muove. 

Se il burattino decide che devono ridere, le bambole ridono. 

Se il burattino decide che devono ballare, le bambole ballano. 

 

Se vivi preoccupandoti di quello che potrebbero pensare gli altri, allora la tua esistenza assomiglia a quella di una marionetta. I tuoi burattinai sono le persone intorno a te.


Potrebbero essere soggetti ben precisi. Potresti aver paura di deludere i tuoi genitori, il tuo compagno. Potresti aver paura di venire deriso dai tuoi colleghi. Oppure potrebbe essere un timore generico che l’opinione di chiunque può far scaturire in te. 

 

Temiamo di essere giudicati dagli altri perché provoca in noi imbarazzo e senso di inadeguatezza. Attribuiamo però un’eccessiva importanza all’opinione delle persone intorno a noi, anche quando oggettivamente non sono esperte in nulla e probabilmente non hanno mai tentato nulla di nuovo nella vita. 

 

La paura di essere giudicati è estremamente insidiosa. Dietro a questo timore si nasconde un giudice e un opinionista che nulla ha a che vedere con gli altri.

 

Chi è il vero giudice della tua vita?

 

Sei tu. Sei tu che non hai ben chiaro il valore di te stesso e ti senti spesso inadeguato. Sei tu che ti giudichi.


Perché lo so? Perché l’ho fatto anch’io. Ho tentennato e ho procrastinato perché avevo paura di quello che gli altri avrebbero pensato di me.

 

Ho avuto paura di esprimere a pieno il mio valore, di emergere dalla massa, perché temevo che prima o poi qualcuno si sarebbe accorto che non valevo poi molto e che mi avrebbero riportata al mio posto.

In un angolino, buona buona, zitta zitta. 

 

Solo quando ho preso in mano la mia vita e ho iniziato a rendermi conto del mio valore le cose hanno iniziato a prendere una piega diversa. E’ diventato più spontaneo prendere decisioni, chiedere di meglio dalla vita, pianificare invece di vivere alla giornata. Senza questo cambiamento interiore non sarei stata in grado di fissare un prezzo e farmi pagare per il lavoro che amavo fare.

 

Non riuscivo a darmi un valore e non pensavo di meritare.


Da un lato, era più facile farsi pagare per un lavoro che non amavo, perché non suscitava in me sensi di colpa. Al contrario era visto come una ricompensa per questo sacrificio.  Ho avuto la fortuna di realizzare questo a trent’anni, c’è chi non se ne rende conto mai.

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E’ importante che ti consapevolizzi su questo punto, altrimenti passerai la vita in cui gli altri potranno fare di te ciò che vogliono. Sarai una marionetta.

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Ecco il metodo

Il mio metodo per sbarazzarmi della paura del giudizio degli altri consiste in questi cinque passi, leggi con attenzione:

  1. – Non sei il centro del mondo
  2. – Questo è il mio spazio
  3. – Finora ho raggiunto
  4. – Ma tu, che cosa vuoi?
  5. – La tecnica dell’espansione

Vediamoli insieme nel dettaglio.

 

1) Passo primo

Non sei il centro del mondo

Quando devo prendere una decisione e vedo che continuo a rimandare, perché ho paura di quello che potrebbero pensare gli altri mi concentro sul fatto che non sono il centro del mondo. Le persone non passano la loro vita a giudicare le mie scelte. Soprattutto le persone che contano nella mia vita non giudicano le mie scelte.

Possono essere premurosi e volere solo il meglio per me. Questo potrebbe portarli a essere prudenti e a provare timore, ma non mi giudicheranno mai né mi faranno pesare le mie scelte. 

 

2) Secondo passo

Questo è il mio spazio

Se vengo apertamente giudicata per le mie decisioni, o criticata in modo poco costruttivo, la prima cosa che mi viene da fare istintivamente è non lasciar entrare la cattiveria nel mio spazio vitale. Definisco idealmente i miei confini, non permettendo alla negatività altrui di contaminarmi.

 

Come? Non permetto che le opinioni e il giudizio entrino nel mio campo, non mi metto a discutere, non giustifico le mie scelte, non do spiegazioni, sorrido e ringrazio la persona per aver condiviso la propria opinione con me. Altrimenti, se si tratta di una cattiveria pesante, chiedo alla persona di ripetere ciò che mi ha appena detto, fingendo di non aver sentito bene. Della serie, ti sto dando un’altra opportunità.

 

Questo costringe le persone a soffermarsi e riflettere, difficilmente ripeteranno il loro giudizio, perché si renderanno conto. Se invece sono una persona molto introversa e non riesco a contraddire gli altri, posso semplicemente ripetere interiormente: questo giudizio non farà presa su di me, perché non ho intenzione di farlo passare. Tuttavia, prima o poi dovremmo affrontare situazioni del genere e smettere di nascondere la testa sotto la sabbia.

 

3) Terzo passo

Finora ho raggiunto

Quando non agisco per paura di quello che gli altri potrebbero pensare è perché do scarso valore a me stessa e alle mie capacità. Riflettere su quello che si è raggiunto nella vita fino a questo momento, gli ostacoli superati e i momenti di crescita che si sono affrontati è un ottimo metodo per darsi valore.

 

Meglio ancora se annotiamo questi successi-piccoli e grandi- su un quaderno, di modo che possiamo renderci conto di quanti passi abbiamo fatto nella vita e che il nostro valore è concreto, basato sulle prove reali. 

 

4) Quarto passo

Ma tu, che cosa vuoi?

Lasciarsi fermare da un ipotetico giudizio significa attribuire eccessiva importanza agli altri e zero a se stessi. Quali sono i tuoi desideri? Quali risultati vuoi raggiungere? Che vita vuoi fare? Tu sei la persona più importante della tua vita.

 

Non è una questione egoistica. Non stai danneggiando nessuno. Quindi il più grande favore che puoi fare a te stesso non è riflettere su cosa ne penseranno gli altri bensì chiederti: ma tu, che cosa vuoi? E rispondere a te stesso senza esitazione e senza rimuginarci sopra. Vedrai che la verità viene a galla bella e chiara. 

 

5) Quinto passo

La tecnica dell’espansione

Non possiamo avere il controllo del destino. Non possiamo sapere con certezza come andranno le cose. Però possiamo affinare il nostro intuito. Io lo faccio con la tecnica dell’espansione. Entro in meditazione, rilasso il mio corpo e la mia mente e mi concentro esclusivamente sulla respirazione e sulla decisione che devo prendere.

 

Se sento il mio campo espandersi, allora so che è la decisione giusta da prendere e non mi ferma più nessuno. Al contrario se mi contraggo, se sento l’addome contorcersi, se stringo la mascella o i pugni, se sento un nodo alla gola, allora quella per me diventa un’occasione per approfondire, per comprendere cosa mi frena e per studiare al meglio la strada da percorrere o se è il caso di fermarsi. 

 

Come vedi, è questione di allenamento e di conoscere meglio se stessi.

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